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sabato 23 ottobre 2010

Una direttiva Ue per ridurre a 30 giorni i pagamenti delle Pa alle imprese

Sole 24 Ore 
Il ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione ha i giorni contati. "E' in dirittura di arrivo una direttiva europea che fisserà a 30 giorni il termine massimo dei pagamenti della Pubblica amministrazione, pena la sanzione del 5% per ogni giorno di sforamento". L'annuncio arriva da Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti alla platea del convegno dell'Ance "Legalità e qualità: riedificare l'Italia". Le lungaggini burocratiche che pesano sulle spalle delle aziende e che vedono anche un'attesa di 600 giorni per vedere onorato il credito maturato nei confronti degli enti locali è un male antico al quale ora la Ue tenta di porre rimedio.

Ma che rischia di arrivare come un macigno sulle già provate casse dello Stato. Di qui l'ipotesi di andare a ricontrattare i termini del patto di stabilità che, ha aggiunto Bassanini, "oggi prevedono che i pagamenti delle Pa pesino su quel capitolo nel momento esatto in cui vengono effettuati". E che di fatto ha anche bloccato la proposta avanzata dalla stessa Cdp di riscattare i debiti della Pubblica amministrazione estinguendo i crediti delle aziende. "E' una strada che avevamo proposto ma che è stata bocciata perchè in conflitto con le regole comunitarie del patto ma che ora andrebbe riconsiderata con forza alla luce dell'arrivo della nuova direttiva: la Cassa potrebbe per un periodo limitato, di 2-3 anni, traghettare il nuovo sistema fino alla messa in regime".  
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